Una discussione assurda
Diciamoci la verità: della discussione riguardo le sucessioni di Leuenberger e Merz in Consiglio federale non se ne può veramente più. Hanno stufato la lista interminabile di candidature, le trite e ritrite discussioni sul federalismo e sulla rappresentanza linguistica e regionale, hanno stufato le rivendicazioni regionali che sembrano prevaricare gli interessi nazionali.
Più di tutto ha stufano la discussione sulla rappresentanza femminile. La probabilità che il 22 settembre avremo per la prima volta un governo a maggioranza femminile è grande. Viste le candidature in gioco, non è nemmeno da escludere che avremo 5 donne su 7 in CF. Questa possibilità sembra aver fatto venire i brividi ad alcuni deputati dell’ala borghese, che tutto possono accettare meno che essere governati dal sesso che loro anacronisticamente chiamano debole. Anche Micheline Calmy-Rey si è espressa in maniera critica su 5 donne in CF, perché - poveri loro! - gli uomini potrebbero non sentirsi più rappresentati.
Avere cinque donne non è una garanzia di qualità, ma è mai possibile che nel 2011 una possibilità simile scateni ancora tanto isterismo? Noi donne siamo da sempre sottorappresentate nella stragrande maggioranza dei consessi politici, economici e sociali: questo è un problema perché si tratta di una discriminazione sistemica. Ma se da qui al 2011 avremo 5 donne su 7 in Governo è davvero un problema? Con ogni probabilità non sarà un governo migliore, più efficiente, meno litigioso, meno pasticcione. Sarà un Governo come molti altri, e nessuno ne risentirà particolarmente. A dirlo è la nostra esperienza nazionale: per 136 anni abbiamo avuto un Consiglio federale esclusivamente maschile: a parte la par condicio, ne è mai morto qualcuno?



